“Salviamo gli alberi di corso Belgio”, a Torino

Il 13 settembre il Tribunale si pronuncerà sul ricorso presentato del Comitato

Un tendone contornato da cartelloni variopinti ha fatto la sua comparsa in corso Belgio angolo via Cossila, poco prima dell’estate. Salviamo gli alberi di corso Belgio, è la sua ragione d’essere, lo slogan scritto da più parti, presente anche sui social facebook e instagram. E il 13 settembre il Tribunale di Torino si esprimerà sul ricorso presentato dal Comitato spontaneo nato su questa motivazione.

Proviamo a raccontare che cosa è successo. A febbraio 2023 compare un articolo dal titolo “Corso Belgio si rifà il look”; qualche residente di Vanchiglia lo nota e, dopo qualche ricerca, si scopre che tutto nasce dalla delibera comunale n. 1002 del 30 settembre 2021 (la Giunta Appendino è stata in carica sino al 27 ottobre 2021), recepita e ribadita l’anno successivo con una nuova delibera comunale della Giunta Lo Russo. Il tema sottostante a tali interventi sono i fondi europei per la forestazione urbana, all’interno del capitolo di spesa REACT – EU PON METRO.

Sul sito del Comune di Torino, cercando alla voce “alberi” si legge nell’introduzione:

«Gli alberi di Torino: un patrimonio di enorme valore e in continuo ampliamento

La Città di Torino può contare su un patrimonio arboreo assai consistente, in termini numerici e qualitativi: sono infatti circa 147.000 le piante su alberate urbane e in parchi e giardini, oltre 177.000 alberi nei boschi collinari di Torino e altri 53.000 nei boschi di Val della Torre di proprietà della Città, con un'elevata percentuale di età superiore ai 50 anni.

È un patrimonio che, per i numerosi fattori di stress a cui è sottoposto, va tutelato e curato, nel rispetto sia delle piante che degli utenti. E' un patrimonio in continua evoluzione e aumento.»

(http://www.comune.torino.it/verdepubblico/alberi/) Sono parole da sottoscrivere in pieno, in una delle città più inquinate d’Italia! Appare perlomeno curioso che questo patrimonio venga prima deforestato in maniera indiscriminata, con il taglio di tutti gli alberi presenti, come accaduto in corso Umbria, e la “riqualificazione” consista nel piantare esigui fuscelli che fra qualche decennio daranno qualche risultato in termini di ossigeno e riparo dal sole.

Nel caso precedente di corso Umbria risulta siano stati abbattuti 77 alberi, di cui 47 in classe B, 26 in C e soltanto 4 in D (la classe a rischio di salute o di caduta). I cittadini torinesi sono invitati ad andare in corso Umbria per verificare con i loro occhi la situazione ambientale e la salute e sviluppo dei recenti innesti. In un breve video di GRP, possiamo vedere un servizio in loco e lo stato degli alberi prima degli abbattimenti: https://grp.it/index.php/2023/01/14/corso-umbria-si-rifa-il-look-video/

L’operazione si sarebbe ripetuta in fotocopia in corso Belgio, se non fosse intervenuta l’opposizione dei residenti a questo progetto. Così è nato il Comitato Salviamo gli alberi di corso Belgio, da un’idea di Luciana Palazzo che, dopo aver avviato una petizione sul tema a www.change.org, ha lanciato l’allarme e iniziato a raccogliere firme e cercare alleati fra gli abitanti.

Il 25 maggio il Comitato ha inoltrato una diffida, dal valore politico, al Comune, che non ha avuto risposta; il successivo ricorso presentato in via giudiziaria sarà, appunto, esaminato il 13 settembre nella prima udienza.

Aggiungiamo che l’acero americano che si vede in corso Belgio ha una vita media di 150 anni, in ambienti extraurbani; gli alberi in questione sono stati piantati fra il 1949 e il 1950, in teoria il loro arco di vita sarebbe ancora lungo, mentre l’età stimata dei peri ammonta a 20/25 anni circa.

Il 26 giugno alle ore 11, nel momento in cui avrebbe dovuto partire il taglio degli alberi – per sostituirli in seguito con peri cinesi -, è nato il presidio permanente, dove oggi vediamo la tenda e il banco, alimentato esclusivamente da volontari, attivo giorno e notte, tutti i giorni della settimana. Un caso interessante di solidarietà e partecipazione attiva dal basso, per sensibilizzare i cittadini e richiamare le coscienze al valore dell’ambiente, in un periodo in cui si parla tanto di cambio climatico, di effetto serra, di deforestazione e incendi boschivi. L’umanità ha bisogno di ossigeno per i polmoni e aria pulita da respirare, le azioni del Comitato si muovono in questa direzione.

Ciascuno può avere il proprio parere, i volontari sono costantemente a disposizione dei cittadini, per informarli sulla situazione e sui fatti reali, in questo caso sui 248 alberi di corso Belgio, il cui destino può passare da un’aula di tribunale.

Ci domandiamo: su questi alberi sono state fatte tutte le necessarie verifiche, o il taglio è una scelta “a priori”? Durante la lunga siccità del 2021/2022, il Comune e gli addetti al verde pubblico hanno irrigato a sufficienza e monitorato l’andamento e lo stato di salute delle piante urbane? Quanto pesano le lesioni da taglio, prodotte da potature indiscriminate, e l’asfalto di superficie nelle aree verdi? Inoltre, i cittadini di corso Belgio hanno ottenuto in visione, dopo formale richiesta, l'ultimo Censimento Fitostatico del 2022, dal quale hanno scoperto che solo 7 alberi sui 248 iniziali sarebbero effettivamente da abbattere (usiamo doverosamente il condizionale, in attesa di dati statistici certi, che ci auguriamo il Comune voglia ufficializzare dopo il 13 settembre).

Da ultimo, esiste il tema del vincolo paesaggistico (nato con il D.L. n. 42 del 22 gennaio 2004 e successive modificazioni); è una forma di tutela per determinate aree o immobili che hanno rilevanza storica o ambientale. Il fine è quello di proteggere queste aree da lavori, costruzioni e ammodernamenti che potrebbero danneggiarne il patrimonio e il valore estetico. Corso Belgio e la sua alberata rientrano in questa casistica? Nonostante sia un’arteria molto trafficata, la visione di Superga che va incontro alla Mole, con i due gasometri di striscio nell’area ex Italgas, non significa nulla per la storia di Torino?

Attendiamo, quindi, l’imminente e primo responso giudiziario, certi che non scriverà la parola “fine” in nessun caso. Il Comitato di corso Belgio, che non ha finanziatori o sponsor, ci insegna che l’ambiente è un valore e la sua difesa tocca a ciascuno di noi, senza attendere interventi altrui o provvidenziali.

Su un quotidiano del 7 settembre si legge che anche a Settimo Torinese ci sarà un intervento sul verde, nell’area di una antica chiesa, per “risistemare” l’area. Quanti altri “corso Belgio” ci saranno ancora in Piemonte e in Italia? La mobilitazione lanciata qui sia di esempio per tutti, per difendere il nostro territorio e la nostra salute.

 

© 2023 CIVICO20NEWS - riproduzione riservata

Stampa solo il testo dell'articolo Stampa l'articolo con le immagini

Articolo pubblicato il 12/09/2023