Alla scoperta della "Van life" seguendo Manuel Castellani

Sempre pił italiani scelgono di mollare tutto e di andare a vivere in van alla scoperta del mondo.

Da qualche anno in Italia molti ragazzi hanno deciso di mollare tutto e mettersi a vivere da fulltimers in un van o in un camper. L’argomento sarebbe effimero se non fosse che alcuni di loro sono diventati degli autentici comunicatori di massa attraverso video quotidiani (o quasi) sulla nota piattaforma YouTube.

Ma chi sono i fulltimers?

Il temine anglosassone significa letteralmente “a tempo pieno” e si riferisce a quelle persone che hanno deciso di vivere a tempo pieno – o comunque per la maggior parte dell’anno – in un van, un camper, una roulotte o in un altro veicolo usato solitamente per ricreazione, ferie o tempo libero.

Tra i diversi fulltimers italiani molti hanno scelto questo stile di vita per aver tempo di viaggiare, esplorare il mondo, incontrare nuove persone o culture mentre, purtroppo, molti altri lo hanno dovuto fare per arrivare alla fine del mese perché la crisi economica non guarda in faccia nessuno.

In questo articolo voglio parlarvi di un giovane romano, classe 1996, che ha deciso di prendere un van e di girare l’Europa per conoscere le culture e le tradizioni dei popoli che vivono al di fuori del nostro bel Paese.

Manuel Castellani, questo il suo nome, ha caricato il suo primo video dal titolo “Vado a vivere in van” il 19 novembre 2021. Da allora ha realizzato circa cinquanta video in cui comunica con i suoi oltre 2.010 followers le sue esperienze, le sue emozioni e tutto ciò che riguarda la sua vita in giro per il mondo.

Ma come mai la decisione di fare questo tipo di vita “atipica”?

Ho voluto chiederlo direttamente a lui. Mi sono messo al pc e l’ho contattato per chiedergli di spiegarmi il suo stile di vita e la sua scelta senz’altro controcorrente.

Manuel è stato disponibilissimo ed affabile; mi ha spiegato in modo esaustivo e dettagliato il suo concetto di vita da “globetrotter” dicendomi che tutto è nato in lui all’età di diciotto anni quando è andato ad Ibiza per fare un’esperienza di lavoro. Lì ha scoperto il sapore, l’odore e il valore della libertà ed ha deciso di spendere la sua intera esistenza per raggiungere il livello di libertà più alto possibile.

Dopo Ibiza ha iniziato ad organizzare diversi viaggi con lo zaino sempre in spalla. Le prime destinazioni sono state la Lapponia, la Giordania e Bali. Dopo ha deciso di esplorare quasi tutta l’Europa.

Viaggiare solo nel tempo libero e nei periodi di ferie, però, non gli bastava più. Lavorava tanto ma guadagnava poco perché nella ristorazione il carico di lavoro è alto ma la retribuzione raramente è adeguata all’impegno profuso.

Non ha mollato tutto sperando nella “manna divina” ma ha passato le notti sui libri, ha studiato le diverse discipline informatiche e ha iniziato a formarsi per diventare un “nomade digitale”, ossia un lavoratore nel mondo digitale che opera e produce pur non dovendo stare a piantonare una scrivania per otto ore al giorno, sei giorni la settimana.

Lo studio notturno e i tanti sacrifici hanno portato Castellani ad ottenere un colloquio di lavoro con un’azienda informatica e a procurargli un primo contratto nel settore. Per un anno ha lavorato alacremente nell’azienda, guadagnava bene ma non era felice perché viveva in un ufficio di quattro mura e non aveva alcuna condizione di libertà.

Ha fatto altri colloqui ed è approdato a Napoli. In quel periodo è arrivato il Covid e la pandemia ha cambiato la vita di tutti e ha stravolto il modo di lavorare.

Tutti si sono pianti addosso, si sono disperati e a volte hanno pensato fosse giunta la fine di un’era. Per Manuel le cose non sono andate così. Mentre il Covid creava danni e spezzava vite a lui ha donato quello che egli stesso definisce “il regalo più grande”: la libertà.

L’azienda informatica di Napoli per la quale Castellani lavora gli ha proposto lo smart-working. Lui ha preso la palla al balzo, si è messo in sella alla sua moto da corsa e ha lavorato in smart-working compiendo il giro d’Italia e facendo circa settemila kilometri in pochi mesi.

Il suo viaggio subisce una battuta d’arresto a causa di un incidente stradale che gli devasta la motocicletta. Non si arrende. Torna a Roma da cui prende un volo per l’Isola di Fuerteventura (Spagna) dove vede moltissime persone che fanno la “van life” ovvero la vita all’interno di van e camper alzandosi ogni mattina di fronte all’oceano o dove più li aggrada.

A Fuerteventura comprende che la van life può essere la via giusta per raggiungere quella libertà tanto agognata.

Torna in Italia, accende un finanziamento che lo accompagnerà per dieci anni, acquista un van e parte alla volta dell’Europa. Il van gli dà alcuni vantaggi: ha un tetto sotto il quale dormire, quattro ruote su cui viaggiare, una cucina per sfamarsi, una doccia per lavarsi, e tutto l’occorrente per attaccare il suo computer e poter svolgere la mansione in smart-working e guadagnarsi da vivere.

Da quando Manuel si è seduto al volante del van sono passati sette mesi, in questo periodo ha visitato tredici stati e percorso 15.000 kilometri.

Gli ambientalisti potranno dire che questo stile di vita è altamente inquinante ma Manuel ci tiene a dire che non è assolutamente vero.

L’impatto ambientale creato da Manuel Castellani è bassissimo visto che, ad esempio, consuma una media di 100 litri d’acqua a settimana contro i 220 litri medi giornalieri di una persona che vive in un appartamento. Per rifornire di acqua il van si rifornisce alle fontane pubbliche in modo da ridurre al minimo anche l’uso di plastica.

Per l’energia elettrica usa i pannelli fotovoltaici apposti sul tetto del van. Per l’igiene personale e per nettare il van usa solo saponi biologici e biodegradabili. Nel periodo climaticamente non troppo rigido fa la doccia fredda per non consumare gasolio e non creare emissioni inquinanti.

E possibile vivere in questo modo? Evidentemente sì visto che Manuel è un ragazzo giovane, atletico e visibilmente allenato. Certo, bisogna rinunciare a spazi molto grandi, a comodità eccessive e bisogna abituarsi a vivere in pochi metri quadri ma, come scriveva Antoine de Saint-Exupéry: “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Chi vorrà seguire il percorso e le avventure di Manuel Castellani e capire questo nuovo stile di vita del ventunesimo secolo lo potrà fare sull’omonimo Canale YouTube.

Noi sicuramente continueremo a seguire questo mondo e a tenervi informati. Continuate a seguirci.

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Articolo pubblicato il 07/05/2022