Pianeta Toro Granata senza gioco si arrendono all'Atalanta di Gasperini

La squadra di borgata (Giampaolo) arranca e delude nuovamente i tifosi

Le parole del neo mister granata al termine dell’incontro lasciano alquanto perplessi; solo lui, a parer nostro, ha avvertito un miglioramento nelle condizioni generali della squadra.

Il Toro visto all’Olimpico Grande Torino è lo stesso che ha perso contro la Viola  in quel di Firenze, lo stesso che arranca in cerca di imporre un gioco che non ha, lo stesso che vive sulle preziosità del “Capitano” Belotti e di Sirigu che continua ad incassare gol non certo per colpa sua.

Le affermazioni che ricordano (a chi?) come i giocatori di Gasperini giochino insieme da cinque anni mentre il nuovo (?) Toro solo da venti giorni sono del tutto gratuite e non servono a calmare un ambiente che comincia a nutrire perplessità e forte preoccupazione per il futuro.

Non vorremmo perciò trovarci alla vigilia di un ennesimo campionato di sofferenza anche per i giocatori simbolo stufi di essere coinvolti in un malessere generale che non mostra, almeno per ora, spiragli di sostanziale concretezza.

Quella che l’Atalanta Bergamasca Calcio ha messo in bella mostra in casa torinista mandando in gol, per non fare nomi, Gomez (PT), Muriel (PT), Hateboer (PT) e De Roon (ST) che hanno confermato la forza di una panchina che sa tenere insieme e motivare nella maniera migliore totto l’organico di cui dispone.

Il “Gallo” ha aperto le marcature all’11° dando l’illusione, peraltro durata un paio di minuti, che fosse “un giorno migliore” e riaccendendo le speranze replicando repentinamente al terzo gol dei nerazzurri di Bergamo.

Una speranza stroncata dopo appena dieci minuti della ripresa che ha sancito l’ennesimo tonfo di una équipe in profonda crisi d’identità.

Sabato 3 ottobre il Toro farà visita al Genoa in quel di Marassi: i tifosi sperano nella reazione e nella pronta riscossa che ormai devono portare alla vittoria o, per lo meno, al risultato utile.

Diversamente si aprirebbe una crisi profonda fatta di rimpianti e di opportunità messe troppo presto da parte: il Toro deve uscire in fretta da una dimensione che produce l’immagine distorta che la avvicina ad una squadra di borgata piuttosto che ad una formazione di primo livello.

(Immagini Torino FC)

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Articolo pubblicato il 27/09/2020